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Satana
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mwdgSatana [sà-ta-na] (mwdwin ebraico שָׂטָן?, Satàn, mweatraslitterazione del masoretico mweqŚāṭān; in mweggreco alessandrino: mwewΣατανᾶς, mwfaSatanâs; mwfqin latino mwfgSatanas;cite-ref-1[1] mwgwin aramaico צטנא, Ṣaṭana; mwhain arabo شَيْطَان?, Šayṭān) è un termine che identifica uno o più esseri astratti, dalla natura malignacite-ref-2[2]. Ha le sue origini nel mwiqmonoteismo ebraicocite-ref-lewis-2001-3-0[3] e contiene antiche influenze delle mwjgreligioni caldee, soprattutto dello mwjwzoroastrismocite-ref-lewis-2001-3-1[3].
Nelle mwlqreligioni abramitiche derivate da quella ebraica, questa figura diventa l'incarnazione e/o agente del mwlgmale, in contrapposizione a mwlwDio, considerato principio del mwmabene.
Nei mwmgracconti evangelici gli vengono attribuiti da mwmwGesù di Nazareth vari nominativi, tra cui mwnaPrincipe delle Tenebre e mwnqPrincipe di questo Mondocite-ref-4[4]; l'ebraico mwogŚāṭān fu tradotto nella mwowmwpaSeptuaginta (mwpq408cite-ref-philippe-henne-2009-p-282-5-0[5]) in Διάβολος (diábolos), da cui derivò il termine mwqgtardo latino mwqwdiabŏluscite-ref-6[6]cite-ref-7[7], cioè "mwtadiavolo"cite-ref-8[8], che significa "colui che divide".
Il "Satana" ebraico, mwugcristiano e mwuwislamico presente nei rispettivi mwvatesti sacri di queste tre religioni presenta delle analogie con l'antico spirito persiano mwvqAhremancite-ref-9[9]cite-ref-books-google-it-10-0[10]cite-ref-11[11]cite-ref-winn-shan-m-1995-p-203-12-0[12]cite-ref-treccani-it-13-0[13], principio malvagio e portatore di distruzionecite-ref-14[14]cite-ref-15[15] il quale è mwcgmetafora e mwcwsimbolo di male, dolore, perversione e disperazione che gli mwdaesseri umani provocano tra di loro, contrapposto al Dio buono della luce, mwdqAhura Mazdā. Satana viene identificato nei tempi recenti del mwdgRomanticismo mwdweuropeo con il personaggio letterario di mweaMefistofele, antagonista del celebre mweqmwegFaust di mwewGoethe: per lui i mwfarivoluzionari francesi erano figli di Satanacite-ref-16[16].
Contents
• Note
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Etimologia
Il nome risale, tramite il mwhagreco koinè "mwhqΣατανᾶς" (Satanâs) e il mwhglatino "mwhwSatănas" o "mwiaSatan", all'ebraico mwiqשָׂטָן (Satàn); Il termine mwigSatana in ebraico letteralmente significa "oppositore in giudizio", mwiwpubblico ministero, e può anche indicare sia i propri nemici e avversari di guerra, politici israeliti e stranieri, sia i nemici di fede religiosa.cite-ref-busi-17-0[17] Il suo significato sul dizionario italiano è "avversario"cite-ref-enciclopedia-italiana-1936-treccani-18-0[18]cite-ref-etimo-19-0[19], "colui che si oppone"cite-ref-busi-17-1[17], "osteggiatore", "aggressore"cite-ref-enciclopedia-italiana-1936-treccani-18-1[18], "colui che complotta contro l'altro".cite-ref-etimo-19-1[19]
La radice ebraica ש - ט - ן (sin - tet - nunmwpq ; la nun è sofit in quanto a fine parola) sottende appunto al senso di "opposizione", "ostacolo".
Non inerisce al senso e al concetto di "male", né fisico, né, tantomeno, metafisico. Probabili origini del lemma potrebbero risiedere in:
• il verbo שוט (sut), (sterzare o cadere -lontano-),
• il verbo שטה (sata), (voltarsi, girarsi).
• il verbo שתן (shatan), (urinare).
Storia antica e sviluppo della figura di Satana
Origini in Medio Oriente
(inglese)
«Satan's ancestry is the result of an elaborate cross-breeding of traditions that has spanned millennia.»
(italiano)
«L'origine di Satana è il risultato di un elaborato incrocio di tradizioni che è durato millenni.»
(Chris Mathews, Modern Satanism: Anatomy of a Radical Subculture, p. 1.)
La figura occidentale di Satana o del demonio risale a numerosi secoli antecedenti rispetto alla nascita della cultura mwswgiudaico-mwtacristiana: si possono ritrovare le sue origini nella zona del mwtqMedio Oriente, in particolare nelle mwtgmitologie e mwtwreligioni del Vicino Oriente antico, mwuamesopotamiche, mwuqegizia, mwugzoroastriana, mwuwcaldea e mwvacananea, caratterizzate da un mwvqpantheon o dalla credenza in divinità o spiriti malvagi e crudeli, ma anche neutrali o associati a catastrofi naturali (cfr. mwvgSet).cite-ref-chris-mathews-op-cit-20-0[20]cite-ref-21[21]
.
Fu principalmente a causa dell'influenza zoroastriana sull'mwzaélite mwzqebraica di mwzgGerusalemme, avvenuta durante l'mwzwesilio babilonese, che l'mw0aebraismo del Secondo Tempio
iniziò a sviluppare una complessa teologia morale sul dualismo dell'eterna lotta tra bene e male, le cui tracce si possono abbondantemente ritrovare nell'mw1aapocalittica giudaicacite-ref-paolo-sacchi-op-cit-22-0[22] e nel giudaismo enochicocite-ref-paolo-sacchi-op-cit-22-1[22] (corrente di pensiero ebraica a cui vanno attribuiti numerosi mw3gapocrifi dell'Antico Testamento)cite-ref-paolo-sacchi-op-cit-22-2[22].
L'influenza zoroastriana e caldea tuttavia fu molto importante anche per il passaggio dal concetto di mw5aSheol a quello dell'mw5qInferno (insieme alla mw5gvisione greca del mw5wRegno dei Morti), del giudizio divino, della punizione per i malvagi, dell'identificazione del male con il mw6aserpentecite-ref-chris-mathews-op-cit-20-1[20], e, infine, con la nascita della mw7qdemonologia nel mw7ggiudaismo rabbinicocite-ref-23[23].
Studiosicite-ref-24[24] ritengono che la figura di Angra Mainyu sia equivalente alla figura abramitica di Satana e quello dei mw-aDaēva a quella dei mw-qDemoni: nell'antica religione mazdea (o religione zoroastriana) infatti, mw-gAngra Mainyu era l'angelo caduto che scelse liberamente la sua natura e la sua vocazione malefica, divenendo un'entità malvagia e distruttrice, guida di una schiera di angeli malvagi che si trascina con sé (chiamati Daeva) e contrapposti al Dio unico (chiamato Mazda) che viene assistito dai suoi 7 angeli del bene (spiriti santi il cui capo è Spenta Mainyu e gli altri 6 sono chiamati mw-wAmeša Spenta); nello stesso identico modo nella successiva religione ebraica Satana era l'angelo caduto, divenendo un'entità malvagia, guida di una schiera di angeli malvagi che si trascina con sé (chiamati Demoni) e contrapposti al Dio unico (chiamato Yhwh) che viene assistito dai suoi mw-a7 angeli del bene (con mw-qMichele alla guida di altri 6) evidenziando il fin troppo ovvio spunto che la popolazione ebraica aveva tratto nel periodo Babilonese.
Satana nella tradizione ebraica
(ebraico)
«וַיִּֽחַר־ אַ֣ף אֱלֹהִים֮ כִּֽי־ הֹולֵ֣ךְ הוּא֒ וַיִּתְיַצֵּ֞ב מַלְאַ֧ךְ יְהוָ֛ה בַּדֶּ֖רֶךְ לְ
שָׂטָ֣ן
לֹ֑ו וְהוּא֙ רֹכֵ֣ב עַל־ אֲתֹנֹ֔ו וּשְׁנֵ֥י נְעָרָ֖יו עִמֹּֽו׃»
(italiano)
«La partenza di Balaam provocò lo sdegno di Dio. Balaam cavalcava l'asina, accompagnato da due servitori. L'angelo del Signore andò a piazzarsi sulla strada per sbarrargli il passaggio.»
(Numeri 22.22; testo ebraico del Codex Leningradensiscite-ref-25[25], trad. it. bibbia Interconfessionalecite-ref-26[26])
esso è un mwariangelo (mwarmמַלְאַ֨ךְ, mwarqmal'akh) di Diocite-ref-27[27] il cui scopo è di porsi mwarkcome avversario contro mwaroBalaam ergendosi lungo il suo cammino mwarscon la spada sguainata nella mano. In tale parte del testo, secondo mwarwGiulio Busi, esso riassume alcuni attributi fondamentali del mwar0śaṭan biblico; in quanto inviato di Dio, del quale segue il comando (anche se R.S. Kluger osservò che il «vero» avversario di Balaam è Dio stesso), il suo obiettivo è di evitare che Balaam percorra una mwar4strada storta, e ch'esso cada in un errore irreparabile. Attraverso la provocazione lmwar8'mwasaavversario ingenera ira alla vittima, alla quale però diventa evidente quanto è in atto.cite-ref-28[28]
Nell'mwasgangelologia enochica ebraica è presente la figura di mwaskSatanael, angelo al quale viene affidato da mwasoDio il compito di verificare il livello di mwasspietas dell'Uomo (mwaswmwas0Libro di Giobbe), ovvero del suo amore e della sua dedizione verso Dio stesso. Questo angelo, tuttavia mai menzionato come Satana-el all'interno del Tanakh, riporta infatti al Signore tutti i peccati dell'uomo: durante il giorno di mwas4Yom Kippur una preghiera rivolta a Dio afferma: mwas8fai tacere il Satan/mwatachiudi (tappa) la bocca al Satan, richiesta fatta in vista del perdono e dell'espiazione dei peccati.
Si dice poi che quest'angelo, chiamato anche mwatqSamael, come angelo distruttore concorra con il volere divino alla morte degli uomini. La tradizione ebraica presenta molti demoni, dalle più varie caratteristiche: mwatuAstarte, mwatyBelfagor, mwatcBelzebù, mwatgBelial, mwatkLilith, mwatoAsmodeus, mwatsAzazél, mwatwBaal, mwat0Dagon, mwat4Moloch, mwat8Mammona, mwauaMefistofele, mwaueSamael e molti altri ancora. Derivano dalle divinità adorate dai popoli della mwauiPalestina come i mwaummoabiti, mwauqcananei, mwauuedomiti, mwauysodomiti, mwaucgebusei, mwaugfilistei, mwaukamorrei, mwauoaramei, mwausfenici, compresi gli stessi mwauwebrei e si contrappongono al culto di mwau0Yahweh o di mwau4El.
Nel Tanakh e nell'ebraismo del Secondo Tempio
Il mwavimwavmTanakh o "mwavqBibbia ebraica" è molto povero di riferimenti a Satana (viene citato solo quattro volte)cite-ref-29[29], e comunque viene relegato ad un ruolo minore nei pochi libri in cui comparecite-ref-chris-mathews-op-cit-20-2[20]. La maggior parte dei demoni che vengono citati sono in realtà delle divinità presenti nei pantheon cananei ed egizi, che sono stati "demonizzati" in seguito alla divisione degli mwav0antichi israeliti dal popolo di Canaan e dalle altre popolazioni che all'epoca risiedevano in mwav4Palestina e nel mwav8Levante, per ragioni di carattere mwawanazionalistico e mwaweindipendentistacite-ref-30[30]cite-ref-31[31]cite-ref-32[32]cite-ref-33[33].
Nonostante Satana venisse già citato nel mwaxmmwaxqlibro di Zaccaria, il primo manoscritto biblico in cui Satana fa la sua vera comparsa è il mwaxumwaxylibro di Giobbe, uno dei testi prodotti dalla corrente del giudaismo sapienziale, la quale, così come gli apocalittici, cercava un modo per spiegare l'origine del male e la sofferenza umanacite-ref-paolo-sacchi-op-cit-22-3[22].
Satana nel mwaycTanakh svolge sempre il ruolo di angelo subordinato a mwaygDio ed esegue gli ordini di quest'ultimo, senza mai ribellarsi. L'interpretazione teologica che vede Satana nel serpente di mwaykmwayoGenesi è in realtà molto tardiva, e non venne formulata dagli mwaysebrei ma dai cristiani, che ancora oggi utilizzano questo modo di considerare il suddetto animale nel mwaywmito in questione. Sta di fatto però che nella mway0cultura ebraica il serpente non ha nessun significato particolarecite-ref-chris-mathews-op-cit-20-3[20].
In Isaia 14 - 12,13,14,15, come poi verrà evidenziato nella tradizione cristiana di seguito richiamata, viene citato il legame Satana-Lucifero: "mwazmCome mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!".
Dopo la scomparsa della corrente apocalittica giudaica e la fine del mwazcperiodo del Secondo Tempio, i cui unici rimasugli furono le sette del mwazggiudeo-cristianesimo e una minore influenza sull'mwazkebraismo rabbinicocite-ref-34[34], gli ebrei rabbinici abbandonarono le idee apocalittiche e tornarono a considerare l'esistenza di un esclusivo Dio benevolente, usando come basi gli insegnamenti dei mwaz4rabbini del mwaz8mwaaaTalmud, e l'impossibilità di ribellione da parte degli mwaaeangeli, in quanto creati senza mwaaipeccatocite-ref-books-google-it-10-1[10] o, come poi esplicita Maimonide, essendo questi non esseri senzienti propriamente detti, ma "atti divini nel mondo".
Nonostante ciò le tradizioni ebraiche su mwaagSamael, che comprendono racconti, leggende ecc. riportati nellmwaak'mwaaomwaasAggadah (ereditate anche dai cristiani) e le spiegazioni sull'esistenza del male presenti nella mwaawQabbalah continuarono in momenti diversi a far riemergere la figura di un angelo ribellecite-ref-referencea-35-0[35]. Ma nell'mwabeebraismo il diavolo (costruito soprattutto su religioni e tradizioni straniere) rimane un'mwabiallegoria delle inclinazioni o comportamenti negativi che fanno parte della mwabmnatura umanacite-ref-referencea-35-1[35].
Satana nella tradizione cristiana
Nel mwacicontesto cristiano Satana, iconograficamente designato come mwacmArcangelo del male, è la figura in netta contrapposizione con mwacqDio. La storia riportata dalla mwacumwacyBibbia cristiana e dagli scritti dei mwaccPadri della Chiesa sembra talvolta identificarlo con mwacgLucifero, ossia il mwackserafino più bello, più splendente e più vicino a Dio, perciò chiamato mwacoLucifero ("portatore di luce"), che però, proprio per questa sua vicinanza, credette d'essere non solo come Dio, ma più potente dell'Onnipotente stesso, peccando così di blasfema superbia e ribellandosi al volere di Dio.cite-ref-36[36]
Nel Nuovo Testamento
Il mwadgmwadkNuovo Testamento presenta Satana, o il diavolo, molto più di frequente rispetto al mwadoTanakh, in una maniera del tutto nuova e assolutamente negativa di questo personaggiocite-ref-chris-mathews-op-cit-20-4[20]. Egli acquisisce un ruolo molto importante nelle narrazioni su mwad8Gesù come tentatore o accusatore rispetto a quest'ultimo. viene inoltre associato a numerosi demoni-divinità straniere del mwaeaTanakh, come mwaeeBaal o mwaeiBeelzebubcite-ref-37[37], e a figure mostruose della mwaecmitologia ebraica, come il mwaegLeviatano, soprattutto nellmwaek'mwaeomwaesApocalisse di mwaewGiovanni.
Il Nuovo Testamento contiene una sorprendente agitazione di forze demoniache. Nel mwafygiudeo-cristianesimo, prodotto del giudaismo enochico così come l'mwafgessenismo e influenzato anche da quest'ultimo (cfr. mwafkRotoli del Mar Morto)cite-ref-referencea-35-2[35]cite-ref-38[38], Satana assume definitivamente negli scritti evangelici lo stesso ruolo che mwagiAngra Mainyu ricopre nello zoroastrismo, cioè di spirito maligno e portatore dell'oscurità contrapposto al Dio buono della luce, in questo caso mwagmAhura Mazdācite-ref-winn-shan-m-1995-p-203-12-1[12]cite-ref-treccani-it-13-1[13]cite-ref-chris-mathews-op-cit-20-5[20].
I mwahemwahivangeli hanno contribuito enormemente a costruire una identità malvagia vera e propria di Satana, attribuendogli la totalità del malecite-ref-henry-a-kelly-op-cit-39-0[39], molto distinta dal suo ruolo di angelo obbediente inviato da Dio, come invece era raffigurato nel mwahcTanakhcite-ref-chris-mathews-op-cit-20-6[20].
Età apostolica e patristica
Il primo scrittore cristiano a identificare il serpente di mwaiaGenesi con Satana fu probabilmente mwaieGiustino, nei capitoli 45 e 79 del mwaiiDialogo con Trifonecite-ref-henry-a-kelly-op-cit-39-1[39]. Altri mwaicpadri della Chiesa a menzionare questo punto di vista furono mwaigTertulliano e mwaikTeofilocite-ref-henry-a-kelly-op-cit-39-2[39].
Ulteriori interpretazioni errate cristiane sul mwai8Tanakh riguardo alla presenza o riferimenti a Satana sono ad esempio il passo biblico mwaja14,12-15cite-ref-40[40] del mwajumwajylibro di Isaia, nel quale viene citata la "stella del mattino", cioè il mwajcpianeta Venere, che però in questo contesto diventa una mwajgmetafora per la sconfitta del sovrano babilonese mwajkNabucodonosor II, nemico degli israeliti, presente anche lui nel medesimo capitolocite-ref-chris-mathews-op-cit-20-7[20].
Questa interpretazione cristiana va attribuita a mwakgsan Girolamo, che tradusse, verso il mwakk408cite-ref-philippe-henne-2009-p-282-5-1[5], la Bibbia dal mwak4greco al mwak8latino, quindi dal termine mwalaΦωσφόρος (mwalemwaliPhosphoros, cioè "portatore della luce") dedusse quello di mwalmLucifer ("mwalqLucifero"), il quale era già ricco di significati e proveniente da una tradizione letteraria e mitologica mwalugreco-mwalyromana affermata, che lo metteva in relazione con il leggendario mwalcPrometeocite-ref-chris-mathews-op-cit-20-8[20]. A causa di questa traduzione, la mwalwmwal0Vulgata, ma più che altro della sua mwal4interpretazione letterale, nella quale Girolamo considerava la "stella del mattino" di mwal8Isaia un angelo ribelle che cade dal cielo, egli pensò che si riferisse a Satana, e non al sovrano Nabucodonosor II, facendo entrare il termine "Lucifero" nel linguaggio cristiano come uno dei nomi di Satana.
Allo stesso modo anche altri passi del mwameTanakh; ad esempio il mwami28,14-15cite-ref-41[41] del mwamcmwamglibro di Ezechiele viene interpretato dai cristiani come un riferimento a Satana, perché narra di un mwamkcherubino che, nonostante la sua perfezione, cade in disgrazia. Il passo in questione, insieme all'intero capitolo, è però riferito al re di mwamoTirocite-ref-42[42].
La concezione dualistica tra bene e male del paleocristianesimo venne influenzata anche dal contrasto tra materia e spirito dell'mwanaorfismo e mwaneplatonismo mwanigrecicite-ref-jeffrey-burton-russell-p-33-43-0[43]. Già dal mwanc94-mwang97 i cristiani del mwankMediterraneo concepivano Satana come un antagonista il cui obbiettivo è di condurre la cristianità alla mwanodannazione. mwansIgnazio di Antiochia affermava nelle sue mwanwlettere che Satana regna sul mondo da quando quest'ultimo è nato e che, grazie all'mwan0incarnazione di mwan4Gesù e all'imminente mwan8parousia, la fine del suo dominio sarebbe arrivata molto presto.
È chiaro quindi che Ignazio, così come la stragrande maggioranza dei successivi padri della Chiesa e leader cristiani, prendeva la Bibbia alla lettera invece di mwaoeinterpretarla. Ad ogni modo, le opere di Ignazio sono importanti dal punto di vista mwaoilinguistico, poiché egli utilizza per primo per riferirsi a Satana la parola mwaomἄρχων ("arconte")cite-ref-jeffrey-burton-russell-p-33-43-1[43], termine che avrebbe assunto un particolare significato nello mwaoggnosticismo.
L'insistenza di Ignazio per Satana era dovuta al suo continuo e incessante pensiero verso il mwaoomartirio, ed era tale da considerare persino un'iniziativa ecclesiastica priva dell'autorizzazione di un mwaosvescovo come un atto effettuato da un adoratore del diavolocite-ref-referencea-35-3[35]. In seguito venne bollata come un'opera di Satana la comparsa di mwapascismatici ed mwapeeretici, contro i quali la Chiesa pronunciava mwapianatemi sull'impossibilità di raggiungere il mwapmregno di Diocite-ref-44[44]cite-ref-45[45]cite-ref-46[46]. Dopo il mwaqaI secolo diventò una misura standard da parte della Chiesa, accusare gli eretici o gli mwaqeeterodossi di essere alla mercé del mwaqidiavolo.cite-ref-47[47]
Funzione tentatrice di Satana
Il mwaqkservo di Dio mwaqoDolindo Ruotolo ne parla così, in uno dei suoi scritti:
«[...] Satana ha per fine, come disse egli stesso poco tempo fa in
Francia
, per bocca di un indemoniato, di screditare Dio presso la creatura e la creatura presso Dio. Egli cerca d'influire nelle nostre cose per turbare l'ordine della
Provvidenza
, e farcelo apparire illogico e tiranno. [...] fa apparire come una fresca e deliziosa spensieratezza la vita del mondo e come un'oppressione la vita dello spirito. [...] L'arte satanica è più sottile e insidiosa di quel che pensiamo, perché il demonio si cela sempre sotto una forma a noi familiare per non destare i nostri sospetti, e in più egli si serve delle leggi e dei fenomeni naturali per insidiarci. La sua malignità è terribile perché egli è malizia assoluta, senza temperamento di sensibilità di cuore e di compassione [...]; ama dunque fare il male, e si diletta nel veder le creature agitate ed impacciate nelle sue insidie; per questo niente più lo sconcerta quanto la pazienza, l'umiltà, la carità e la mansuetudine. [...]»
La mwaq4teologia cristiana ritiene il demonio non solo un'allegoria del male, ma un reale spirito angelico che opera contro il bene, avendo scelto mwaq8liberamente di non servire Dio e di usare contro di lui i suoi doni. Dio, secondo il Cristianesimo, è una potenza infinitamente superiore al demonio, in quanto suo creatore ed essere onnipotente, perciò fondamento del suo essere e della sua essenza (come per tutte le altre sue creature). Pertanto, la concezione cristiana di Satana non deve essere confusa, ad esempio, con lo mwaraZoroastrismo o con qualsiasi altra concezione che opponga due principi equipotenti (cioè il bene e il male). Le ragioni che portano al rifiuto della possibilità di un doppio principio sono puramente teoretiche, come ebbe a dimostrare mwareSant'Agostino contro l'eresia del mwariManicheismo che proponeva una visione dualistica della metafisica, divisa in parti uguali tra bene e male.
Il Cristianesimo non nega il mwarsmale, ma vi vede la spiegazione del sacrificio di Cristo sulla croce: senza questo evento non sarebbe stato possibile nient'altro che il male, per l'uomo. Infatti ad un male apparentemente così vincitore è contrapposto un bene ancora più potente (mwarw"lì dove ha abbondato il peccato, è sovrabbondata la grazia" afferma mwar0San Paolo), il bene assoluto e vittorioso. Con il Cristianesimo l'attenzione verso il male si sposta dai mali terreni, come mwar4cataclismi, mwar8terremoti e mwasamalattie, ai mali dell'mwaseanima, all'azione del demonio che non mira tanto a peggiorare l'esistenza terrena dell'mwasiuomo, quanto a farlo peccare e dannare in eterno, provocando la cosiddetta mwasm"morte secunda", com'è chiamata da mwasqSan Francesco, ovvero la morte dell'anima.
Tuttavia sarebbe errato costringere per intero il Cristianesimo nella posizione unilaterale già sostenuta da mwasyPlatone (il quale ebbe comunque il merito enorme della sua scoperta come dimensione fondante dell'uomo), e tuttavia enfatizzata (per via di fattori storici e intellettuali) dal Cristianesimo mwascmedievale: la cura dell'anima non prescinde dall'attenzione verso il mondo, non è una fuga, al contrario, è il compimento dell'uomo verso il mondo e nel mondo. Radice di tale punto di vista è il passo biblico in cui a mwasgMosè viene ordinato di innalzare il serpente di rame, affinché gli Israeliti morsi dalle serpi nel deserto non morissero: Dio non elimina il male (fisico o metafisico) nell'uomo, ma gli dà invece i mezzi con cui affrontarlo e superarlo.
Addirittura nel mwasolibro di Giobbe Satana si rivolge a Dio istigandolo a mettere Giobbe (paradigma dell'uomo giusto), alla prova. Satana, come tutti gli angeli e come l'uomo, possiede intelligenza e volontà, pertanto la possibilità di scegliere se porre come fine delle proprie azioni Dio (corrispondendo a Dio e quindi permettendo l'instaurazione di una relazione d'amore), oppure no. Nel caso di Lucifero si tratta della prima infrazione. Tenendo ben fermo che l'uomo non è in grado di esulare dal proprio contesto spazio-temporale, e che quindi la riflessione verte su un tempo eternamente presente (ovvero: la caduta di Lucifero e dell'uomo non è interna alla creazione fisica, quindi un fatto; è bensì uno stato spirituale), "prima" che Lucifero si ribellasse non esisteva il male.
Sant'Agostino si interrogò a lungo sul problema del male, sulla natura del male. Per quel che riguarda il male morale: non si tratta di scegliere tra un bene e un male, bensì di decidersi tra un bene inferiore e uno superiore, in quanto nulla di ciò che è stato creato da Dio può essere detto cattivo, a meno che non ci si voglia assurgere a giudici della creazione. Non si può scegliere il male: si può solo scegliere male. Il peccato è un disordine dell'anima che invece di rivolgersi a ciò che è migliore, più elevato, si abbassa.
Differenze con Lucifero
Secondo tradizioni cristiane più propriamente mwas4esoteriche, Satana è un essere differente da Lucifero, sebbene entrambi rappresentino due aspetti diversi di uno stesso principio del mwas8Male. Mentre mwataLucifero è il «mwateDiavolo» in senso letterale che opera per risvegliare nell'mwatiuomo il suo mwatmlibero arbitrio, conducendolo però in tal modo a un'esaltazione di superbia e di egoismo, Satana sarebbe una potenza più antica identificabile piuttosto con mwatqArimane o mwatuMefistofele, che cerca di degradare l'uomo trascinandolo nella materialità e inducendolo a riconoscersi soltanto nella natura e negli aspetti più bassi della creazione.cite-ref-48[48] Lucifero sarebbe cioè il Tentatore per eccellenza che agisce nell'interiorità dell'uomo, mentre Satana lavorerebbe dall'esterno per vincolare l'umanità alla terra, sovrintendendo allo sviluppo dei mezzi mondani e tecnologici che occultino le sue origini spirituali.cite-ref-49[49]
Analogamente mwat8Rudolf Steiner distingue Arimane da Lucifero,cite-ref-50[50] sostenendo come «gli spiriti arimanici, o spiriti mefistofelici, sono quelli che propriamente (se si prendono i nomi con esattezza) vengono chiamati dalla concezione medioevale gli spiriti di Satana, da non confondersi con Lucifero».cite-ref-51[51] «La forza [di Arimane] impedisce all'uomo durante l'esistenza fisica di vedere le entità spirituali animiche del mondo esteriore nascoste dietro alla superficie del mondo sensibile», mentre «gli spiriti luciferici diedero all'uomo la possibilità di esplicare nella sua coscienza piena libertà di azione, ma lo esposero al contempo anche alla possibilità dell'errore e del male».cite-ref-52[52]
L'attuale evoluzione della storia umana per Steiner non è che un riflesso della contesa tra l'arcangelo Michele e Satana svoltasi nel XIX secolo, e della conseguente caduta di quest'ultimo sulla terra:
«Per comprendere meglio gli avvenimenti del presente, occorre tener conto dei retroscena spirituali delle potenze arimaniche e micaelitiche: la lotta fra loro, la cacciata sulla Terra, l'influenza di tali avvenimenti sugli animi degli uomini. In che cosa consiste la lotta fra Michele e il drago? Quale fu la conseguenza della lotta per il mondo terreno? Fu un insinuarsi degli impulsi
materialistici
nell'umanità: ci fu un enorme sviluppo dell'intelletto umano; ci fu la nascita dello
spiritismo
(metodo medianico, materialista, per conoscere il mondo spirituale). Ma questi due fattori sarebbero stati infinitamente più potenti nell'uomo se la lotta fra Michele e il "drago" nel mondo spirituale l'avesse vinta il drago, cioè gli spiriti delle tenebre.»
(R. Steiner, La caduta degli spiriti delle tenebre, XIII conferenza, 1917)
Come un'allegoria
mwaveSaadiacite-ref-53[53] e mwavyMosè Maimonidecite-ref-54[54] hanno interpretato il Satana nel Libro di Giobbe come simbolico.
Di diverso avviso è la traduzione del Nuovo Testamento greco, di Nestle-Aland (ed. 27). Secondo la grammatica greca il nome proprio di persona e di cosa è sempre accompagnato dall'articolo determinativo, come accade nella maggior parte delle occorrenze del nome "Satana" nei 4 evangeli, in cui è associato articolo / verbo e aggettivi al singolare, segno che l'autore lo considera un individuo, non un'entità astratta o collettiva inserire la fonte che a seguito della grammatica fornisce questa interpretazione cite-ref-55[55] (esempio, le occorrenze nel Vangelo di Marco: Mt 4,10; 12, 26; Lc 10,18 / Lc 11,16/ Lc 13,16/ Lc 22,31; Mc 1,13/ Mc 3,26/ Mc 4,15; Gv 13,27).
Alcuni cristiani considerano che il diavolo nella Bibbia si riferisca figurativamente alla tentazione, tra i quali: mwawuDavid Joris, mwawyThomas Hobbes (1651), mwawcIsaac Newton, Joseph Mede, Arthur Ashley Sykes, mwawoRichard Mead, John Simpson (1804), John Epps (1842), John Thomas (1848), mwawwPeter Watkins (1971).
Nella Bibbia e nel simbolismo satanico, il demonio è rappresentato dal numero 666. Nella Bibbia 3 è il numero perfetto che rappresenta la Trinità nei suoi vari aspetti. Il 333, indicato una volta, cioè per 1, esprime il mistero dell'unità di Dio; il 333, indicato due volte, indica le due nature, quella divina e quella umana, unite nella Persona divina di Gesù Cristo; il 333, indicato tre volte, cioè per 3 (come 999), indica il mistero delle Tre Persone divine, distinte e una sola. 999 è il numero più sacro (3 x 3 scritto per tre volte), mentre 666 è il rovesciamento del più sacro dei numeri. Nell'Apocalisse di San Giovanni (13,18): mwaw4Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d'uomo; e il suo numero è 666.
Satana nella tradizione islamica
Nell'Islam, Iblīs (conosciuto in occidente sotto il nome di "Lucifero" o "Satana") appartiene alla razza dei jinn (creature incorporee create a partire dalla "fiamma senza fumo", a differenza degli angeli, creati dalla luce e gli esseri umani, creati dalla terra). Egli era inizialmente una creatura molto fedele e ubbidiente a mwayuDio, tuttavia divenne ribelle e da Lui maledetta nel momento in cui, dopo la creazione di Adamo, si rifiutò di obbedire all'ordine di Dio; infatti, quando a lui e agli angeli venne ordinato di prosternarsi di fronte ad Adamo (in segno di rispetto della superiorità che Dio gli diede su di loro) lui fu l'unico a ribellarsi e a non prosternarsi. La spiegazione di questo comportamento si può trovare in numerosi passaggi del Corano che raccontano questo avvenimento. Un esempio si può trovare nei versetti 11-18 della sura (capitolo) "Al-A'raf" (La barriera) in cui si legge:
11. In verità vi abbiamo creati e plasmati (voi, esseri umani), dopodiché dicemmo agli angeli (tra cui si trovava anche Iblīs): «Prosternatevi ad Adamo». Tutti si prosternarono eccetto Iblīs, che non fu tra i prosternati. 12. Disse [Allah]: «Cosa mai ti impedisce di prosternarti, nonostante il Mio ordine?». Rispose: «Sono migliore di lui; hai creato me dal fuoco, mentre creasti lui dall'argilla».
Fu quindi cacciato dal Suo cospetto e maledetto a causa della propria superbia nei confronti di Adamo. Da allora è noto in ambiente mwaygarabofono mwaykislamico come Shayṭān o mwayoShayṭān il lapidato ( mwaysShayṭān al-rajīm ), come affermato nel versetto 98 della mwaywsūra XVI del mway0Corano che riferisce l'episodio in cui egli aveva tentato mway4Ibrāhīm (mway8Abramo), o secondo alcuni suo figlio mwazaIsacco o Ismāʿīl (mwazeIsmaele), perché non ubbidisse all'ordine di Dio - che voleva mettere alla prova l'ubbidienza del Suo servo - che Gli sacrificasse il figlio. Con la formula mwaziapotropaica mwazmmusulmana mwazqAʿūdhu bi-llāh min al-Shayṭān al-rajīm (mi rifugio in Dio da Satana "il lapidato"), sempre in ottemperanza con quanto prescritto da mwazuCor., XVI:98, si usa avviare la lettura testuale del Testo sacro dell'mwazyIslam, facendola seguire dalla mwazcmwazgbasmala che, salvo in un caso, premette qualsiasi mwazksūra mwazocoranica. La lapidazione con pietre ( mwazsjimār ) di 3 diverse colonne nella zona della mwazwʿAqaba di mwaz0Mecca, nel corso della conclusione del rito canonico del mwaz4mwaz8hajj, costituisce uno dei momenti obbligatori della cerimonia e uno dei suoi momenti più spettacolari, anche se potenzialmente pericolosi a causa dell'affollamento e delle pietre che possono colpire i fedeli più a ridosso delle colonne che rappresentano appunto Shayṭān.
Satana nel satanismo
Nella letteratura occidentale
La dettagliata e straordinaria storia di Satana in versione "Lucifero" è narrata dal poeta inglese mwa0oJohn Milton nel poema epico mwa0smwa0wParadiso perduto (mwa00Paradise Lost, 1667), che racconta esattamente della ribellione e della guerra in Cielo, della caduta, della Creazione del mondo (posteriore alla caduta di Lucifero) e dell'uomo, e infine della tentazione e della caduta di mwa04Adamo ed mwa08Eva. L'interpretazione di Lucifero quale Angelo Ribelle è quella comune alla visione patristica accettata cioè dai padri della chiesa (Tommaso D'Aquino, San Benedetto, San Girolamo, Tertulliano, Origene, nonché San Gregorio Magno, San Cipriano di Cartagine, San Bernardo di Chiaravalle e Sant'Agostino di Canterbury). Questa visione nasce da un passo dell'Antico Testamento, che viene tradizionalmente interpretato come un riferimento a Lucifero anche se il suo nome non compare mai. I brani del libro di Isaia in questione si riferivano, infatti,in origine, al re di Babilonia, che i cortigiani adulavano chiamandolo "Portatore di Luce" (in latino Lucifer). Isaia, nella sua invettiva contro il re di Babilonia (che inizia con "mwa1aIn quel giorno il Signore ti libererà dalle tue pene e dal tuo affanno e dalla dura schiavitù con la quale eri stato asservito. Allora intonerai questa canzone sul re di Babilonia e dirai: «Ah, come è finito l'aguzzino, è finita l'arroganza!", Isaia, 14, 3-4) gli rinfaccia questo soprannome dicendo, per l'appunto (Isaia, 14, 12-14).
"mwa1iCome mai sei caduto dal cielo,
astro del mattino, figlio dell'aurora?
mwa1uCome mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
mwa1kEppure tu pensavi nel tuo cuore:
Salirò in cielo,
sopra le stelle di Dio
innalzerò il mio trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea,
nelle vera dimora divina.
Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all'Altissimo."
Come rappresentazione di Satana, Lucifero nel mwa2iMedioevo fu descritto come un mostro gigantesco, con tre facce (ad immagine distorta della trinità divina): una nera (il colore simbolo dell'ignoranza) una gialla (simbolo di collera) e una rossa (l'impotenza), con ali di pipistrello che agitate producevano un vento gelido che ghiacciava il profondo dell'Inferno. Impressionante e spaventevole è la precisa descrizione data nella mwa2m"mwa2qDivina Commedia" da mwa2uDante Alighieri, che, insieme a mwa2yVirgilio, incontra Lucifero di persona:
«[...] Lo 'mperador del doloroso regno
da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia;
e più con un gigante io mi convegno,
che i giganti non fan con le sue braccia:
vedi oggimai quant' esser dee quel tutto
ch'a così fatta parte si confaccia.
S'el fu sì bel com' elli è ora brutto,
e contra 'l suo fattore alzò le ciglia,
ben dee da lui procedere ogne lutto.
Oh quanto parve a me gran maraviglia
quand' io vidi tre facce a la sua testa!
L'una dinanzi, e quella era vermiglia;
l'altr' eran due, che s'aggiugnieno a questa
sovresso 'l mezzo di ciascuna spalla,
e sé giugnieno al loco de la cresta:
e la destra parea tra bianca e gialla;
la sinistra a vedere era tal, quali
vegnon di là onde 'l Nilo s'avvalla.
Sotto ciascuna uscivan due grand' ali,
quanto si convenia a tanto uccello:
vele di mar non vid' io mai cotali.
Non avean penne, ma di vispistrello
era lor modo; e quelle svolazzava,
sì che tre venti si movean da ello:
quindi Cocito tutto s'aggelava.
Con sei occhi piangëa, e per tre menti
gocciava 'l pianto e sanguinosa bava.
Da ogne bocca dirompea co' denti
un peccatore, a guisa di maciulla,
sì che tre ne facea così dolenti.
A quel dinanzi il mordere era nulla
verso 'l graffiar, che talvolta la schiena
rimanea de la pelle tutta brulla. [...]»
(Dante Alighieri, "Divina Commedia", "Inferno", canto XXXIV, vv.28-60)
Nel romanzo novecentesco mwa2omwa2sIl maestro e Margherita, scritto da mwa2wMichail Afanas'evič Bulgakov, Satana in persona, giunto a mwa20Mosca sotto le spoglie di un mago insieme con un bizzarro corteo di diavoli aiutanti, sconvolge la pigra routine della capitale sovietica.
Satana nell'arte
Nella cultura di massa
Note
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• mwbxaLa Genesi - commenti
• mwbxiSant'Agostino d'Ippona, mwbxmConfessiones (mwbxqmwbxuConfessioni)
• Sant'Agostino d'Ippona, mwbxcDe natura et gratia contra Pelagium (mwbxgLa natura e la grazia contro Pelagio)
• Sant'Agostino d'Ippona, mwbxoDe civitate Dei (mwbxsLa città di Dio)
• Sant'Agostino d'Ippona, mwbx0De genesi contra Manichaeos (mwbx4La Genesi contro i Manichei)
• Dante Alighieri, mwbyamwbyeDivina Commedia - mwbyiInferno
• John Milton, mwbyqParadise Lost (mwbyumwbyyParadiso perduto)
Fonti islamiche
• Il mwbyoCorano
• Abū l-Faraj ibn al-Jawzī, mwbywTalbīs Iblīs (La delusione di Iblīs). mwby0Più un lavoro di polemica verso mwby4al-Ghazali che un'opera vera e propria di demonologia.
• Shiblī, mwbzaAkām al-mirjān fī aḥkām al-jānn (Le barriere di corallo nelle disposizioni riguardanti i mwbzejinn). mwbziDa ricordare che Iblīs, nello stesso Corano, è definito talora un mwbzmjinn, con tutta una serie di problemi teologici di non facile soluzione.
Monografie
• mwbzcŚaṭan שטן. Avversario, in mwbzgSimboli del pensiero ebraico. Lessico ragionato in settanta voci, Giulio Busi, Torino, Einaudi mwbzk1999, p.mwbzo 319. ISBN 88-06-15138-X
• G. L. Brena (a cura di), mwbz0Mysterium iniquitatis. Il problema del male, Ed. Libreria Gregoriana, 2000
• Marcello Craveri (a cura di). mwbz8I Vangeli apocrifi. 13ª ed. Torino, Einaudi, 2001. Nota 2 p.mwbaa 433. ISBN 88-06-11674-6
• mwbamLivio Fanzaga, mwbaqIl falsario, Edizioni SugarCo, Milano, 1999
• Renzo Lavatori, mwbaySatana un caso serio, EDB, Bologna, 1996
• Renzo Lavatori, mwbagIl diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna, 2001. ISBN 978-88-10-40950-3
• mwbasSergio Quinzio, mwbawMysterium iniquitatis, Adelphi, Milano, 1995
Voci correlate
• Aion
• Astaroth
• Asura
• Baphomet
• Diavolo
• Dio
• Eresia
• Hajj
• Iblīs
• Lucifero
• Samael
• Seth
• Siis
• Sorat
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSatana, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Ricciotti, Paolo Arcari e Carlo Bricarelli -, SATANA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefvocabolario-treccanisàtana, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itSàtana, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Satan, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Satana, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• (EN) Satana, su Comic Vine, Fandom.